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  • Calici di Stelle 19 Agosto 2017 in Cantina

    La Cantina Feudo Ramaddini rinnova la sua partecipazione a Calici di Stelle raddoppiando il suo appuntamento estivo con due serate, il 12 e il 19 agosto dedicate al vino, ai piaceri enogastronomici, alla musica e all’arte.

    Il 19 Agosto sarà il secondo appuntamento nel quale i nostri #FRloverspotranno assaporare TUTTI i vini Feudo Ramaddini in Cantina durante una serata ricca di emozioni e allegria!

    Ecco tutti i dettagli di quella che sarà una delle più belle sere d’agosto sotto il cielo stellato di Marzamemi:

    • Presenta la serata la giornalista Gianna Bozzali

    • L’intera cena è a cura dello chef Andrea Iurato!
    – Antipasti:
    Frittura di Paranza
    Bollito al Nero d’Avola
    – Primo:
    Pasta con melanzana perlina, datterino, mentuccia, spada e filetti di mandorla
    • Secondi di carne “piemontese” delle Aziende Agricole Uccello e Peluso:
    Straccetti di Fassona Piemontese all’agrodolce
    Roast beef di Fassona Piemontese
    Salsiccia di Fassona Piemontese ai sapori di Sicilia
    – Dolce:
    Crispelle al miele di Moscato

    • Musica live con cantie danze del Sud Italia con i TarantulaProject:
    Alessandra Ristuccia Voce e chitarra
    Fabio Melilli ai flauti
    Peppe Sarta Fisarmonica
    Marco Pluchino e Andrea Chessari alle percussioni
    Veronica Racito e Federica Guglielmino alla danza

    • Mostra fotografica e presentazione del libro “Vista Mare” di Gianni Mania

    È possibile acquistare i biglietti (anche RIDOTTI per i partecipanti fino ai 17 anni) delle serate presso la cantina o attraverso il nostro shop online

    Info e Prenotazioni
    +39 0931 1847100
    info@feudoramaddini.com

  • Calici di Stelle 12 Agosto 2017 in Cantina

    La Cantina Feudo Ramaddini rinnova la sua partecipazione a Calici di Stelle raddoppiando il suo appuntamento estivo con due serate, il 12 e il 19 agosto dedicate al vino, ai piaceri enogastronomici, alla musica e all’arte.

    Il 12 Agosto sarà il primo appuntamento nel quale i nostri #FRloverspotranno assaporare TUTTI i vini Feudo Ramaddini in Cantina durante una serata ricca di emozioni e allegria!

    Ecco tutti i dettagli di quella che sarà una delle più belle sere d’agosto sotto il cielo stellato di Marzamemi:

    • Presenta la serata la giornalista Gianna Bozzali

    • Cena a cura di Mamma Africa, Aziende Agricole Uccello e Peluso, Caffè Adamo

    – Antipasto (Aziende Agricole Uccello e Peluso)
    Occhio di bue con bresaola di piemontese
    – Primo (Mamma Africa)
    Cous cous in 3 varianti (verdure, carne, karité)
    – Secondi (Carne “piemontese” delle Aziende Agricole Uccello e Peluso)
    Piatto unico di:
    Tagliata ai ferri
    Polpettine fritte o arrostite
    Tartare di carne piemontese
    Spiedino di carne, frutta e verdure
    (Mamma Africa)
    Patata africana
    Sugo di zenzero
    – Dolce (Caffè Adamo)
    Gelato ai gusti di:
    Ricotta e fichi
    Zabaione e Moscato Passito di Noto Al Hamen FR
    Mandorla del Val di Noto variegato con mandarino di Ciaculli

    • Musica live di canti siciliani con Peppe di Mauro e la sua band
    Giusy Schirilò Voce
    Gianni Amore Fisarmonica
    Luca Pattavina Chitarra
    Peppe Di Mauro Percussioni

    • Ospite d’eccezione l’attrice LUCIA SARDO

    • Mostra fotografica e presentazione del libro “Vista Mare” di Gianni Mania

    È possibile acquistare i biglietti (anche RIDOTTI per i partecipanti fino ai 17 anni) delle serate presso la cantina o attraverso il nostro shop online

    Info e Prenotazioni
    +39 0931 1847100
    info@feudoramaddini.com

  • Una degustazione in cantina nel blog HappyFood

    Eduard Nasyrov, un giovane blogger amante di viaggi e cucina, quest’anno ha deciso di viaggiare nel sud-est della Sicilia visitando Siracusa e Noto, Modica, Ragusa, Scoglitti, Portapalo e Marzamemi.
    Ha scattato tante foto e sta raccontando in questi giorni nel suo blog Happyfood il viaggio estivo nella nostra terra. Tra passeggiate nei centri storici e autentici sapori di una volta cerca di fare scoprire le bellezze della Sicilia, artistiche e culinarie, a chi ancora non c’è mai stato e il suo viaggio l’ha portato anche ad una degustazione nella nostra Cantina!

    Il racconto appassionato di quella mattinata di luglio è racchiuso nel suo articolo in cui racconta parla di noi.

    degustazione in cantina

    Eduard conosceva pochissimo dalla storia vinicola di Marzamemi e dintorni, ne è rimasto realmente affascinato, e nel suo post si sofferma soprattutto su ciò che lo ha colpito di più durante la visita della Cantina: il nostro piccolo museo del vino.

    Descrive in dettaglio ai suoi followers i “vinodotti”, la “svolta tecnologica” del 1897 che permise di trasportare il vino dalle botti della cantina alle navi del borgo marinaro di Marzamemi sfruttando la differenza di quota tra i terreni e il porto, e le antiche enormi botti, che ha visto con i suoi occhi, dotate di piccole “porticine” attraverso le quali i bambini potevano pulirne l’interno.

    La degustazione in cantina diventa per Eduard un’occasione per proporre ai propri lettori accostamenti tra i nostri vini e piatti della tradizione siciliana come la pasta col pesce spada o il famoso cannolo, che in tanti già conoscono “di fama” e racconta i vini Nassa, Quattroventi e Al Hamen, accompagnati da pane appena sfornato condito con  il nostro olio Extravergine d’oliva, origano, “pomodori secchi ciliegia” (che descrive come “i più deliziosi mai assaggiati!”), acciughe, formaggi e salumi storici siciliani e il famoso cioccolato di Modica.

    degustazione in cantina

    Eduard si complimenta per la nostra scelta di agricoltura naturale biologica e quella di fare vino di qualità promuovendo l’ospitalità siciliana, il rispetto dei prodotti tipici della Sicilia e la nostra voglia di far conoscere il nostro vino ed il passato di Marzamemi, perchè tutto questo ha trasformato quella mattinata in qualcosa di più di una tappa per “mangiare cibo siciliano”.

    Le parole con cui ha descritto Feudo Ramaddini e il nostro lavoro, del tutto inaspettate, ci hanno fatto emozionare.“Una piccola produzione familiare mi ha ancora una volta dimostrato che non si deve necessariamente lottare per la gloria, le vendite e il denaro. Basta amare il proprio lavoro e farlo con il cuore per ottenere un buon risultato, In questo caso un vino prodotto con passione, carattere e idee”

    Thank you Eduard!

  • Festival del Cinema di Frontiera a Marzamemi

    Proprio quando Marzamemi, sta per essere “invasa” da turisti di tutto il mondo, come ogni estate, ecco che dal 24 al 30 luglio  si trasforma nella sala cinematografica a cielo aperto più grande e più a sud d’Europa in occasione della diciassettesima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Frontiera.
    Sette giorni di proiezioni, quattro schermi in contemporanea, 80 film tra corti,lunghi e documentari,venti anteprime, due concorsi, due giurie, una rassegna retrospettiva e un workshop filmmaking.

    Tutti i film che si potranno vedere gratuitamente a Marzamemi

    Sei i film in concorso che si alterneranno sul grande schermo di piazza Regina Margherita, la sala cinematografica unica al mondo dove cielo, terra e mare sembrano incontrarsi.
    Due le produzioni italiane e ben quattro le anteprime nazionali.
    Si tratta di “La Guerra dei Cafoni” di Davide Barletti e Lorenzo Conte, 2017, Italia; “Sufat chol” (“Tempesta di sabbia“), di Elite Zexer, 2016, Israele (anteprima italiana); “Bienvenue a Marly-Gomont” di Julien Rambaldi, Francia, 2016 (anteprima italiana); “Die göttliche ordnung” (“L’ordine divino“) di Petra Volpe, Svizzera, 2017, (anteprima italiana); “Felicité” di Alain Gomis, 2017, Congo (anteprima italiana) e “La Stoffa dei Sogni” di Gianfranco Cabiddu, 2017, Italia.

    Saranno invece cinque i film fuori concorso proiettati sotto il cielo stellato di Marzamemi in piazza Regina Margherita: “Tanna” di Bentley Dean e Martin Butler, 2016, Australia; “Raffaello” di Luca Viotto, un progetto firmato Sky, 2017; “The wind” di Victor Sjöström, (Usa), il film muto del 1928 che sarà accompagnato, come da tradizione, dalla musica dell’Ensemble Darshan; “Yo-Yo Ma e i musicisti della via della seta” di Morgan Neville, 2016, Usa e il film evento 40 anni dopo: “La febbre del sabato sera” di John Badham, 1977, Usa.

    Per scaricare il programma completo della XVII Edizione del Festival Internazionale del Cinema di frontiera clicca QUI

  • Le notti di Demetra a Modica

    Feudo Ramaddini partecipa con entusiasmo all’itinerario del gusto “Le Notti di Demetra” organizzato  da Food Itinera che comincia il 14 Luglio presso la splendida location Torre Palazzelle a Modica, che ha l’obiettivo di promuovere e valorizzare materie prime d’eccellenza siciliane abbinate e proposte in originali menù degustazione creati in esclusiva per l’occasione.

    Pasta e farine di grani biologici siciliani e prodotti di alta qualità (la frutta e verdura biologica a km zero, l’olio extravergine, i prodotti caseari del territorio dell’Etna, i salumi dei Nebrodi, la carruba, lo zafferano, il cioccolato modicano e i nostri vini Feudo Ramaddini) saranno assaporati in un itinerario enogastronomico che diventerà anche un momento di approfondimento culturale, con la partecipazione dell’associazione “Simenza”, e di genuina convivialità, con voci e strumenti di musica popolare che accompagneranno la cena.
    Il costo del biglietto è di 28,00 euro a persona.

    Menù bambini con pizza di grani siciliani 10,00 euro.

    Per info e prenotazioni fooditinera@federicagenovese.com

  • Wine Upon A Time: Trazzera

    I termini siciliani del mondo dei campi e del vino hanno radici profonde e se siete interessati a scoprirle insieme a noi vi sorprenderete di quanto i modi di dire siciliani attualmente in uso sono veramente il risultato imprevedibile del lavoro del tempo sulla storia della Sicilia.
    Oggi parleremo del termine trazzera, partendo dal passato della nostra amata Isola per giungere ai nostri giorni!

    Cosa erano le trazzere in Sicilia

    Le trazzere erano tracciati battuti sistemati come meglio si poteva, con ciottoli o qualche lastra di pietra, che permettevano la transumanza degli animali e collegavano tra loro i primi centri abitati che si andavano costituendo in Sicilia in epoca preistorica, nel III-II millennio a.C.
    Queste antichissime vie armentizie per il transito di greggi e mandrie, nonché principali strade pubbliche tra città e paesi, diventano regie trazzere nel XIII secolo con l’avvento al potere nel regno di Sicilia di Federico II di Svevia che le rende percorsi regolamentati facenti parte del demanio.

    Cosa resta delle vere trazzere di una volta?

    Oggi delle regie trazzere rimane ben poco: con il passare del tempo la sempre più evidente riduzione delle attività pastorali e la perdita di funzione, hanno favorito il loro progressivo restringimento e la perdita delle tracce.
    Sono state quindi trasformate in carrozzabili per le automobili, asfaltate, spesso soggette ad abusi di ogni tipo: chiuse, edificate, coltivate.

    Trazzera nel parlato presente

    Nel dialetto siciliano dei nostri giorni quando una strada è accidentata, non è ben asfaltata, è difficile da percorrere e per farlo in sicurezza è preferibile diminuire la velocità dell’automobile si usa dire “quella strada è una trazzera.

    Il dizionario Treccani descrive il termine trazzera così:
    “In Sicilia, via che attraversa i campi e serve al passaggio degli armenti”.
    “Lo hanno trovato morto sulla trazzera che va a Rampinzeri, con dodici ῾lupare’ nella schiena” (Tomasi di Lampedusa)

    Se questo post vi è piaciuto e volete continuare con noi la scoperta di un patrimonio culturale siciliano immenso ma poco conosciuto seguite la rubrica Wine Upon A Time del nostro blog!
    A presto!

  • Qual è la temperatura giusta per servire il vino?

    La temperatura di servizio del vino

    Spesso chi viene alle nostre degustazioni in cantina o i nostri affezionati clienti ci domandano se c’è una temperatura giusta per bere il vino.
    Molti di loro ci dicono che bevono i vini bianchi freschi e i vini rossi anche a temperatura ambiente; riguardo ai vini liquorosi ci sono parecchi dubbi e spesso si sceglie in base alla preferenza personale o al dolce col quale lo assaporano.

    Abbiamo allora deciso di spiegare le giuste temperature di servizio per le diverse tipologie di vino perchè è fondamentale azzeccare la  temperatura ideale a cui il vino va servito, per conservare intatte le sue proprietà ed esaltarne le principali caratteristiche organolettiche, come gli aromi, i sapori e le note interne.

    Qualche termine sarà un po’ tecnico ma al termine della lettura siamo certi che non gusterete mai più un bicchiere di vino alla temperatura sbagliata perchè saprete come si calcola la giusta temperatura

    In che modo la temperatura di servizio incide nelle caratteristiche del vino?

    La temperatura è in grado di esaltare o nascondere determinate caratteristiche di un vino, in particolare le basse temperature esaltano le durezze (tannini, acidità e sapidità) mentre le alte temperature accentuano le morbidezze (zuccheri, alcoli e polialcoli).
    L’acidità e l’alcolicità del vino vengono corrette da una temperatura più bassa, motivo per cui i vini bianchi, soprattutto giovani e quindi piuttosto aciduli, sono valorizzati se serviti piuttosto freddi.
    Il freddo, al contrario, accentua l’effetto astringente dei tannini, motivo per il quale i migliori vini rossi vengono serviti a temperature più elevate.
    La temperatura incide anche sui profumi e gli aromi del vino: il freddo enfatizza gli aromi varietali dei principali vini a bacca bianca; una temperatura maggiore invece esalta i vini dalle caratteristiche organolettiche più complesse, come i rossi strutturati ed invecchiati.

    La temperatura ideale per servire il vino bianco e lo spumante

    La categoria dei vini a bacca bianca, come gli spumanti, i vini bianchi giovani, secchi e fruttati o quelli più maturi e più aromatici, condividono la caratteristica dell’acidità del sapore che viene esaltata dal freddo.
    Le temperature più basse sono ideali evidenziare caratteristiche come la freschezza, particolarmente ricercata negli spumanti e nei vini bianchi giovani, la sapidità, caratteristica importante e preziosa quale tipicità di alcuni territori particolarmente minerali, e la tannicità. La bassa temperatura esalta inoltre le note amare di un vino.

    Una temperatura non superiore ai 13 gradi normalizza i toni dolci dei vini bianchi ed eleva le note più secche e pungenti, rendendoli più gradevoli all’odore ed al sapore.
    La temperatura ideale per servire questi vini, dunque, oscilla tra i 6 gradi per gli spumanti ed i 14 gradi per i bianchi più maturi.

    Attenzione!
    Le temperature più basse penalizzano i profumi: per fare quindi una buona analisi olfattiva di un vino molto freddo, sarà quindi necessario aspettare che la sua temperatura si alzi un po’.
    I profumi di un vino servito al di sotto dei 6 °C sono praticamente impercettibili! 

     

    La temperatura perfetta per servire il vino rosso

    vini rossi, infatti, soprattutto quelli più maturi, sono caratterizzati da un’elevata presenza di tannini, che ne garantiscono longevità e corpo, oltre che da un’elevata astringenza e poca acidità.
    Le temperatura di servizio mira ad esaltare le note morbide del vino e ad attenuare la sua tannicità e eventuale amarezza.
    La giusta temperatura servirà a rendere ben percettibili le caratteristiche di dolcezza, alcolicità e morbidezza ed ad esaltare al massimo i profumi del vino, permettendo la completa apertura del bouquet.
    Maggiore sarà la struttura e l’affinamento del vino rosso, maggiore dovrà essere la temperatura di servizio. Al contrario, un vino rosso giovane molto fruttato e con poca struttura viene apprezzato meglio a temperature leggermente inferiori.

    Per questo motivo, le temperature migliori per portare in tavola un ottimo rosso oscillano tra i 14 gradi, per i vini più giovani e novelli, fino ai 20 gradi per i vini più invecchiati e strutturati.

    Attenzione!
    Un vino rosso consumato a basse temperature comporta un aumento della sensazione astringente e la completa perdita della consistenza e della “rotondità”.
    Se invece si commette l’errore opposto ed il vino rosso è servito ad una temperatura al di sopra dei 20 °C, l’unico odore praticamente percettibile sarà quello dell’alcool!

     

    Vini passiti e liquorosi

    Un capitolo a parte lo meritano i vini passiti e liquorosi, che si prestano a diverse possibilità di temperatura di servizio, a seconda delle caratteristiche che si vogliono esaltare.

    Caratterizzati soprattutto per un’elevata alcolicità ed un alto grado di zuccheri, una temperatura elevata, tra i 14 ed i 18 gradi, esalterà la loro componente dolce ed alcolica, lasciando letteralmente sprigionare i profumi e gli aromi più intensi.
    Al contrario una temperatura più bassa, compresa tra i 10 ed i 14 gradi valorizzerà invece il lato giovane e fresco di questi particolari vini, rendendoli meno aggressivi e più amabili per tutti i palati.

    La scelta spesso ha anche una componetne soggettiva fatta in funzione della stagione (in estate spesso si referisce degustarli a temperature non elevate), del residuo zuccherino ( temperature basse riducono l’eventuale stucchevolezza) e della temperatura del cibo in abbinamento.

    Attenzione!
    Si consiglia comunque di non scendere sotto i 10 gradi nel servizio dei vini passiti, per non smorzare eccessivamente le caratteristiche liquorose che rappresentano la caratteristica principale di questa particolare lavorazione di uve.

     

    Schema delle temperature di servizio consigliate per le varie tipologie di dei vini 

    • Spumanti secchi e dolci, vini frizzanti 6-8°C
    • Vini bianchi secchi e giovani 8-10°C
    • Vini bianchi secchi aromatici e vini rosati 10-12°C
    • Vini bianchi maturi, molto strutturati 12-14°C
    • Vini rossi fruttati e poco tannici 14-16°C
    • Vini rossi di media struttura e tannicità 16-18°C (20°)
    • Vini passiti e vini liquorosi 10 – 18 °C
  • Gelato e vino, l’IGI suggerisce nuovi abbinamenti

    Avete mai abbinato una coppa di gelato a un calice di vino?

    La maggior parte dei lettori risponderà no anche se magari è alla ricerca di abbinamenti di gusti di gelato originali!
    Proprio per questo l’Istituto del Gelato Italiano ha elaborato qualche consiglio per aiutare chi non sa che anche l’alimento principe dell’estate ben si sposa con il nettare degli dei: l’accostamento non è, però, così semplice ed immediato, ma si tratta di una scelta delicata, che richiede attenzione e competenza.

    Sono tre le regole d’oro che non bisogna dimenticare per degustare al meglio vino e gelato: innanzitutto la temperatura, il principio della concordanza e, dulcis in fundo, l’ordine di degustazione.

    Il gelato ideale per provare questo abbinamento “audace” andrebbe gustato a temperature tra i 12 e i 15 gradi –  senza il rischio di ritrovarsi con le papille gustative anestetizzate, con conseguente assaggio compromesso.
    Il vino, invece, dovrà essere servito a una temperatura un po’ più più alta (un paio di gradi in più) di quella che gli sarebbe ottimale.

    Nel gioco degli abbinamenti, i sommelier si basano sul principio della contrapposizione e quello della concordanza. Nel nostro caso è proprio quest’ultimo ad aiutarci nella selezione del vino giusto: deve essere, infatti, dolce e non troppo alcolico per non annullare il gusto del gelato e deve essere scelto tenendo conto delle principali caratteristiche gustative del gelato stesso, come l’aromaticità e la grassezza.

    Un dettaglio fondamentale, infine, è l’ordine di degustazione: “il vino deve essere sorseggiato prima di gustare il gelato, mai viceversa!

    Ecco, dunque, una rapida carrellata di abbinamenti di gelato e vino da provare quest’estate:

    • Moscato rosa con la crema, zuppa inglese, torroncino e crema di nocciole, Gelato al Tiramisu
    • Moscato di Sicilia con la Cassata in versione semifreddo
    • Moscato e Passito con cioccolato e fragole
    • Passito Superiore di Pantelleria con il pistacchio
    • Vin Santo con il variegato al caffè, con nocciola, noce e pistacchio
    • Malvasia delle Lipari con vaniglia e cannella o con la Cassata in versione semifreddo
    • Tokaji con zabaione e mandorle
    • Ice Wine con il torrone
    • Distillati invecchiati e liquori con cioccolato fondente
    • Marsala Ambra Superiore con Sacher
    • Porto Tawny, Madeira Malmsey e Sherry Pedro Ximenes, ma anche Rum invecchiato con cioccolato extrafondente
    • Chianti classico riserva con gelato al cioccolato (ottimo anche per esaltare gli aromi di vaniglia, caramello e la tostatura del cacao, sempre che il gelato abbia un gusto forte di cioccolato e non sia eccessivamente dolce)
  • La storia del vino in Sicilia in dialetto siciliano

    È nel cuore della Sicilia, nelle terre di Noto e di Pachino, scrigno custode di vitigni leggendari come il Nero d’Avola ed il Moscato che nasce Feudo Ramaddini.
    In questa patria di secolari vigneti e di un conoscere atavico ma in continua maturazione, all’interno delle mura di palmenti antichi, intere generazioni di agricoltori hanno imparato la magia ed i segreti della nobile arte della vinificazione.
    È questa l’eredità di Feudo Ramaddini: un immenso patrimonio di valori contadini e di storia.
    Elementi che hanno gettato radici in questa terra solare e nel DNA della sua popolazione.

    storia del vino sicilia marzamemi

    La Vendemmia – Sebastiano Guarrasi

    Dare continuità alla storia della produzione vitivinicola di questo angolo della Sicilia orientale per noi non può limitarsi a produrre dei vini di qualità da vitigni autoctoni siciliani o a far conoscere i sapori della tradizione culinaria siciliana nelle nostre degustazioni in cantina.

    Per farci promotori della terra da cui proveniamo e dare continuità alla storia del territorio tra Noto e Pachino, indissolubilmente legate all’antica arte di fare il vino, abbiamo scelto di raccontarvi la storia, la tradizione, i riti e gli aneddoti legati ai mestieri del mondo del vino e ai palmenti.

    Come?
    Raccontandoli attraverso i modi di dire e i termini del dialetto siciliano dei nostri nonni!
    Vogliamo farvi scoprire cosa c’è dietro quello che bevete perchè vogliamo che il nostro lavoro produca molto più di semplice vino!

    #WineUponaTime
    Per ogni vino esiste una storia,
    un racconto dentro ogni assaggio,
    per ogni sorso un passo sempre più vicino
    all’origine di un prodotto unico”

    storia del vino sicilia marzamemi

     

  • Degustazione a Genova: l’intervista sui vitigni siciliani

    Durante la recente degustazione al Novotel Genova City​, organizzata da Marco Marchese Wine Events, il nostro Corrado ha raccontato i vini Feudo Ramaddini​ prodotti da vitigni autoctoni siciliani non solo ai winelovers che hanno partecipato alla serata ma anche anche alle telecamere di Zena a Toua​!

    Ecco il video che ci ricorda la splendida serata di Feudo Ramaddini in Liguria!

    Feudo Ramaddini ringrazia i Sommeliers della F.I.S. e Giovanni Valentini, l’organizzatore Marco Marchese e soprattutto tutti i winelovers di Genova che durante la degustazione hanno dimostrato curiosità e voglia di scoprire la Sicilia, la cantina Feudo Ramaddini e i nostri amati vini!

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